lunedì 28 marzo 2011

Sei vegan?! E le uova perchè no?!

Chi di voi gli farebbe mai del male?
Situazione tipo: "Cos'è che non mangi?" "I prodotti animali" "Ah! quindi non mangi la carne ed il pesce." "Non mangio la carne, il pesce e tutti i prodotti di origine animale" "Cioè il latte?" "Il latte, i formaggi e le uova"
"Ma per salute?" "No, per rispetto degli animali" "Ah, e allora le uova che c'entrano?" E tutti giù a ridere.
Vi è mai capitato? A me succede continuamente, e non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, questa è la verità. Una volta per tutte vorrei spiegarlo, e vorrei che anche voi lo spiegaste in giro, a chi, sistematicamente, cade dalle nuvole, beatamente convinto che le uova provengano da allevamenti paradisiaci dove le galline razzolano ciarliere e gongolanti!
Le galline ovaiole sono gli animali trattati peggio in assoluto di tutta l'industria limentare. Vivono compresse in gabbie piccolissime senza poter aprire le ali, nè muoversi e poggiando i piedi su una spinosa griglia metallica. Le galline in natura produrrebbero uova solo alcuni periodi dell'anno, per poi andare a riposo al cambio delle piume. Ma chi manterrebbe animali improduttivi? L'industria alimentare di certo no! E quindi ecco che le galline vengono forzate a produrre uova fin da molto giovani, viene tardata la loro pubertà a dopo i due anni. Appena arrivano alla pubertà e quindi alla prima muta delle piume, vengono soppresse. I pulcini maschi vengono tritati appena nati. Le galline allevate a terra se la passano allo stesso modo, stipate in capannoni anzichè gabbiette e impossibilitate sempre a costituire i nuclei familiari che farebbero seguendo il loro istinto.
Un solo uovo salva le galline da questa sorte orribile: l'uovo che deciderete di non mangiare.
Credetemi la vostra salute non sentirà la mancanza di questo alimento, che in più vi regala antibiotici ed ormoni non meglio identificabili.

martedì 22 marzo 2011

Il viaggio delle bottiglie vuote


Laboratorio dei Piccoliatavola sulla raccolta differenziata.
Scuola materna Comunale di Piscine di Torrespaccata 9 marzo 2011.



Esiste fra le montagne un grande popolo ghiotto
Che si beve ogni giorno cento bottiglie di chinotto
E se il chinotto un giorno, proprio non gli fa gola,
Stappano 1000 bottiglie, ma di Coca Cola,

Se arriva l’inverno scelgono l’aranciata
Oppure i più raffinati degustano cedrata
E poi birra in lattina,
E bicchieri di granatina,
Gazzosa, con il limone,
E succhi di lampone.

Bottiglie e bottigliette, tappi ed etichette
Vuote, abbandonate, gettate e un po’ schiacciate
Mischiate a tovaglioli, cartacce e rimasugli
Le trovi anche nascoste in mezzo a dei cespugli

Rotolando libere, arrivano fino al mare
E lì imparano presto, come si fa a nuotare
Con tante altre bottiglie galleggiano nella corrente
E i pesci ed i delfini non capiscono più niente

Le mangiano in un boccone, le ingoiano, ma che dolore!
La plastica non è per pesci e serve subito un dottore!
La bottiglietta Gina è finita nella pancia
Di una balena enorme che viveva in Francia

La lattina Elvira che voleva andar lontano
È rimasta incastrata fra i denti di uno squalo
Solo le più fortunate fanno il viaggio fino in fondo
E raggiungono una grande isola dall’altra parte del mondo

Lì trovano un signore che le mette tutte a posto,
le lava, le sistema ed il tutto a poco costo
Poi le trasforma in cose nuove e cose belle
ancora utili, colorate e divertenti

Ha fatto una grande barca con un milione di bottiglie
E ci va in vacanza con tutte le sue figlie
Altre più piccine stanno comode in vetrina
e discutono allegramente su chi è la più carina,
E poi moquette, tappeti, resistenti cinturini,
coperte colorate, scatole e piumini.

Quando vedi per la strada, fuori dai cassonetti,
le bottiglie di plastica, le lattine ed i sacchetti
pensa come sarebbe bello farli arrivare presto
all'isola incantata di cui ti ho parlato adesso
raccoglili tutti quanti nel contenitore blu
li farai felici e starai meglio pure tu!

Succede un po’ la stessa cosa a giornali, quaderni e cartoni
per loro c’è il contenitore bianco, se volete essere buoni,
se non è di plastica, né di carta, e non ne sono rimasti tanti
finisce nel contenitore verde e sono felici tutti quanti!

Torta salata alle verdure primaverili

Le torte salate sono il modo migliore per anticiparsi il lavoro della cena o del pranzo e la soluzione più semplice perchè l'assenza, causa lavoro, di mamma sia ben tollerata. Personalmente ne preparo sempre almeno due in una volta, ed una la congelo per i giorni a venire (spesso le confezioni di pasta sfoglia sono in vendita in offerta a due per due). Fatela precedere da una insalata con pomodori e rughetta in modo da equilibrare il gusto tendenzialmente dolce della torta.
Da bere? Per noi adulti, assolutamente, birra chiara non filtrata, possibilmente artigianale.
Ingredienti:
un rotolo di pasta sfoglia, 4 patate bollite, una ventina di fagiolini corallo, 4 carote, 2 cipollotti freschi, 4 cucchiai di piselli, 6 foglie di basilico, 1/2 panetto di tofu bianco fonte della vita, un bicchiere di latte di soia, 4 c ucchiai di lievito in scaglie 2 cucchiai di mandorle frullate, sale, olio, semi di girasole, semi di sesamo
Procedimento: Scaldate il forno, lavate le zucchine, le carote, i cipollotti ed i fagioli corallo. Frullate insieme il mezzo panetto di tofu, il basilico, sale, olio, latte di soia, lievito e poi aggiungete le patate precedentemente schiacciate. Dovrebbe risultare una crema dalla consistenza simile a quella della ricotta. Lasciate riposare e nel frattempo saltate in padella le carote tagliate a tocchetti, i cipollotti divisi in quattro per lungo, i fagioli coralli a pezzetti, le zucchine tagliate a fettine.
Srotolate la pasta sfoglia su una tortiera, spalmatela con metà dell'impasto di ofu e ricotta, riempite con le verdure e ricoprite con al restante crema. distribuite sulla superficie i semi di girasole e di sesamo, ripiegate i bordi all'indentro e ponete nel forno caldo a 180° per circa 20 min.