mercoledì 13 luglio 2011

Animali che tornano alla vita: RI-HABITAT di Alessia Cerqua


Siamo vegani, non li mangiamo, vogliamo che le loro vite vengano rispettate come quelle degli esseri umani, gli vogliamo bene, sono i nostri amici, i nostri compagni di viaggio, le loro sofferenze sono le nostre.
E, così siamo felici, quando tornano alla vita dopo le atroci sofferenze subite in allevamenti, laboratori di sperimentazione, circhi e altro ancora.
Tornano alla vita grazie alla LAV (lega antivivisezione) che regala a queste creature una casa sicura ed un futuro tutto da vivere.
Dal 15 Luglio al Margutta Ristorarte -uno dei nostri pochi amici-ristorante- viene ospitata la mostra fotografica di Alessia Cerqua RI-HABITAT. Le opere esposte presso Il Margutta RistorArte di Tina e Claudio Vannini saranno battute all’asta il 13 settembre per raccogliere fondi da destinare a progetti di recupero di animali salvati dalla LAV.
Dedicata al ritorno alla vita di animali cui era stata negata la libertà e cui è stato permesso di rinascere dopo esperienze drammatiche e commoventi.
Le fotografie in mostra raccontano il recupero dal disagio  di animali sfortunati che hanno incontrato il lato più ostile dell’uomo. Il messaggio è intenso e positivo. Nei loro sguardi, nelle loro posture si riconosce però un percorso di sofferenza pur se affrancato da nuove opportunità di inserimento in contesti protetti.

Restano esseri sospesi tra l’habitat naturale in cui sarebbero dovuti vivere e quello civilizzato che scende a patti con i diversi, a volte contraddittori, istinti della natura dell’uomo. La scelta del bianco e nero sottolinea questa sorta di incompletezza dei loro destini, per sempre offuscati da ombre che negano il colore di una vita davvero completa.
Il destino di grandi felini sequestrati ad un circo, di scimmie originarie delle foreste tropicali ma costrette a vivere in uno stabulario per la vivisezione, animali che purtroppo non possono essere reimmessi in natura, o di cavalli maltrattati, sarebbe stato davvero un’incognita se un’associazione non si fosse presa cura di loro, grazie ai suoi volontari, ai centri di recupero che li hanno accolti e ai tanti sostenitori.
“Si tratta di animali molto diversi tra loro per caratteristiche, esigenze o traumi subiti” – spiega Gianluca Felicetti, Presidente LAV – “le scimmie uistitì, che da pochi mesi abbiamo salvato da un laboratorio, non avevano mai visto un albero: per loro abbiamo costruito un ampio spazio protetto e riscaldato, con piante e tronchi su cui arrampicarsi e giocare; si tratta di un piccolo nucleo famigliare che non abbiamo voluto separare. Al loro arrivo erano diffidenti e spaventate, ma lentamente si sono ambientate nella loro nuova casa, il Giardino Faunistico dell’Abatino (Rieti), e si sono abituate alla figura umana che per lungo tempo ha rappresentato solo abusi e violenze, anche psicologiche”.
Il recupero di animali che hanno alle spalle un passato così difficile, è molto delicato, richiede un impegno individuale, professionalità e sensibilità non comuni. Questa mostra fotografica è il racconto della straordinaria attività svolta per il recupero di animali, storie che portano con sé l’appello al rispetto, a prevenire e perseguire maltrattamenti e abusi.