giovedì 26 giugno 2014

Re Francesco, lupo Saverio e il cacciatore Alfredo

C’era una volta un lupo di nome Saverio. 
La sua mamma gli aveva chiesto di portare un bel cestino di fragole alla nonna che abitava dall’altra parte del bosco. Lupo Saverio si incammina e dopo un po’ incontra Francesco che passeggia portando con sé una di quelle super torte colorate  e profumatissime tutta-frutta che ha appena preparato con le sue mani. 
Il lupo timidamente gli si avvicina e gli dice: 

“caro re Francesco, mi chiamo Saverio
E sono un lupo molto serio,
Per te di fragole ho pieno il cestino
Mi daresti in cambio questo dolce divino?
Non ho mai visto una torta con tanti colori
buona anche dentro e non solo fuori
Alla mia nonna voglio fare una sorpresa
e non ho il tempo di fare la spesa

“va bene - risponde Francesco- lo scambio è interessante,
La fragola è un frutto dolce e non risulta mai pesante,
Rossa come il fuoco, dolce come l’amore,
Lo sai che è un grande aiuto per combattere il raffreddore?
E poi, bando alle ciance, di fragole son ghiotto,
Ma per non far succedere un vero quarantotto,
Vai dalla tua nonna passando fuori dal bosco 
Perché da queste parti si aggira un tipo losco
Alfredo il cacciatore gira qui d’intorno
E ruba tutte le torte di frutta e da forno.” 

Così Francesco consegna il dolce al lupo e si prende in cambio il cestino di fragole.
Ma Saverio incamminandosi, invece di ascoltare il consiglio di Francesco, decide di proseguire la strada per il bosco pensando così di arrivare prima dalla sua nonnina.
Ma ecco che il cacciatore Alfredo, sempre in agguato, vede il cestino della torta, minaccia il lupo con il fucile, gli mette una museruola e si prepara a divorare il dolce.
Fortunatamente Francesco, che per caso passa di là, con un balzo afferra per le spalle il cacciatore, gli leva il fucile e lo lega come un salame. Per Francesco è un gioco da ragazzi perché dovete sapere che Alfredo, mangiando torte pannose dalla mattina alla sera, era diventato così ciccione da sembrare una palla molle molle di budino di vaniglia. Senza il suo fucile, il cacciatore Alfredo non faceva paura proprio a nessuno. 
Detto fatto Francesco libera lupo Saverio e salva la sua torta.
A quel punto tutti insieme, tutti, compreso quel salame del cacciatore, vanno a trovare la nonna del lupo, la quale felice di vederli tutti sani e salvi apparecchia la tavola, taglia la torta e gli offre anche il succo di arancia. Così cominciano a mangiarla……..Uhmmmm squisita!

Il cacciatore è lì in un angolo ed ha l’acquolina in bocca vedendo quel dolce squisito e colorato, allora Francesco decide di dargliene un pezzettino, perché un vero re deve essere anche molto generoso ed anche molto saggio!
A quel punto sfiniti e con la pancia piena, si addormentano tutti beati al sole tiepido della primavera. Tutti, compresi il salame, ops, scusate, tutti compreso il budino, ops scusate tutti compreso il cacciatore! 

Quello che Re Francesco sapeva e invece il cacciatore Alfredo no, è che le torte dei piccoliatavola sono magiche. E così durante il sonno la frutta nella pancia del cacciatore, sì proprio lei, si mette a cantare la formula magica  che trasforma tutti gli uomini in piccoliatavola.


Smettila, smettila di usare il fucile,
Comportati invece con un po’ di stile,
Raccogli le more, i mirtilli i lamponi
Scegli fra i frutti quelli più buoni
Usa le noci, le mandorle e i canditi
Se vuoi mangiare dolci squisiti
Ma ricorda sempre di non far mancare
Tantissima frutta, anche se da sbucciare.
Poi taglia e impasta gli altri ingredienti
Ed ecco avrai un dolce speciale sotto ai tuoi denti.


Quando si svegliano, meraviglia delle meraviglie, il cacciatore si è trasformato in un bellissimo pasticcere, il miglior pasticcere dei piccoliatavola!
Re Francesco oltre ad essere il re della primavera da quel giorno fu nominato anche re dei lupi e re di tutti i pasticceri del mondo. Da allora i piccoliatavola per il suo compleanno gli portano sempre tante fragole in regalo e il cacciatore Alfredo, che ora è il suo più grande amico, prepara per lui una grande, grandissima torta con tutta la frutta più buona che in quel giorno si riesce a trovare. 

Fra i piccoliatavola il 23 di aprile
Si fa una gran festa fuori in cortile
Si mangiano fragole tutta la sera
Per il compleanno di Francesco, re di primavera.
Il nostro Francesco è valoroso
Un grande capo ed assai coraggioso
E così è sempre nei nostri cuori
Perché nel bosco ha sconfitto i cacciatori.
Li ha trasformati in tanti pasticceri
E per questo gli facciamo gli auguri più sinceri!


Miei cari bambini io son la fatina
Ed ho il compito di chiudere la copertina
In questa storia, lo ammetto c’è la mia mano
Ho fatto una magia, lo negherei invano,
Ma in questo mondo non c’è bisogno di cacciatori 

Ma di frutta e buone fragole che ci riempiano i cuori.

Il panino dimenticato

Mi dicono che a scuola quando è ancora mattino
fate merenda, contenti, mangiando un panino
Ascoltate allora questa piccola favola
E se alla fine qualcosa avanzerà sulla tavola
Provate ad usare furbizia e fantasia
così che non ci sia niente da buttare via.

Di solito i panini non sanno raccontare,
Qualcuno sostiene che non possano parlare,
Ma io sono un panino davvero speciale
Più buono dei dolci che si fanno a Natale.
Sono diventato famoso, e non dico una panzana,
Con me infatti è nata la “torta paesana”!

E pensare che tutto è successo per caso,
quando un bimbo ha creduto che io avessi un naso.
“ti avverto mammina, disse, dopo avermi guardato,
non porterò mai a scuola quel pane con il naso ammaccato!”
In effetti il fornaio, che era ormai molto stanco,
mi impastò un po’di fretta e mi fece un bozzo sul fianco.
Mi tirò fuori dal forno, bello caldo e dorato,
ma capii subito ch’era scontento del mio risultato.

La mia forma era strana e tutti mi scartavano
Per colpa di quel “naso”, non mi comperavano.
Dimenticato da solo in fondo ad una gran cesta
con i miei amici panini non potevo far festa.
Rimasi insieme alle briciole e ad un poco di avanzi
Perché non ero adatto ad allietare le tavole ed i pranzi.

Mi stavo seccando, col passar delle ore,
E questo col tempo induriva il mio cuore.
Ma prima che il buio scendesse giù fitto
Ed una notte assai scura mi trovasse sconfitto,
Manipà prontamente mi venne a salvare
Ed impedì che qualcuno mi andasse a buttare.

Per darmi sollievo mi mise nel latte,
con lo zucchero, i pinoli, il cacao e tante uvette
Ci mescolò tutti insieme e diventammo amici
Perché stare vicini ci rendeva felici.

Che festa ragazzi.. e dopo mezz’ora di forno
Per noi fu l’inizio di un nuovo giorno.
Ci eravamo trasformati in un dolce squisito
E chi voleva buttarmi, fu molto pentito.

Non state a guardare forme e apparenze
Lasciate a chi è strano qualche speranza,
ero un panino sbagliato, da dimenticare,
un incidente, un errore, da cancellare,
mi han dedicato del tempo ed un po’di attenzioni
ed il pasticcere mi ha scelto fra i dolci più buoni!!!

La scatola dei divertimenti

Tiepida sera di primavera.
I piccoliatavola si stanno preparando per la cena. Chi si lava e chi si veste e si fa bello dopo una giornata di lavoro, chi sistema le ultime pietanze nei piatti da portare in tavola, i bambini si aggirano per la piazza cercando di sbirciare cosa mangeranno per cena. C’è fermento, come sempre, perché le serate dei piccoliatavola sono eccitanti, divertenti, curiose, piene di novità, consigli utili, storie reali o fantasiose.

Il melo di Piero farà sei chili di frutti A settembre, tranquilli ce ne sarà per tutti!
A scuola hanno fatto una lezione apposta Per imparare a mangiare il pane con la crosta.
Il grosso olmo sul fiume è stato potato? Grazie Guglielmo per averci pensato!
Sofia ha scoperto un buco nel muro E ci ha messo a dormire il suo pupazzo Arturo.
Giulietto ha imparato ad usare il vasino Beatrice e Francesca a soffiarsi il nasino
Il papà di Roberto ha trovato la lente Che la nonna di Silvia aveva perso sul ponte
La squadra di Ugo ha giocato a pallone Han vinto sei a zero, che soddisfazione!
Ivo in piscina è riuscito a nuotare Come i delfini che stanno nel mare
E suo fratello che si chiama Antonino Ha fatto il primo salto dal trampolino
Finalmente Iolanda ha fatto pace con Pina Dopo aver litigato per una intera mattina
Sveva e Corrado sono innamorati Ed è un piacere vederli abbracciati
Tutte le curiosità trovan soddisfazione Mentre mangian felici nelle loro tazzone
Con spaghetti, insalate, e frutta nei piatti I piccoliatavola la sera si diverton da matti!

Una sera un viaggiatore, che si chiamava Paolo, era di Berlino e passava di lì con il suo carico di merce, fu, come è tradizione, invitato a fermarsi per la cena e alla fine, dopo aver mangiato tanto e bene, si alzò in piedi e così parlò:

Mesdames e monsieurs, signori e signore Esser con voi questa sera è davvero un onore
E per non farmi dimenticare Un presente vi voglio lasciare 
Una scatola magica e di divertimenti Regalo con gioia a tutti i presenti 
Ingegneri e scienziati l’han progettata Per far compagnia l’intera giornata 
È una miniera di informazioni E può funzionare con poche istruzioni 
È l’ideale per emozionarsi Ma in verità anche per addormentarsi 
Orsù scoprite la nuova tecnologia Perché di questo si tratta, non è certo magia 
Siete un paese allegro e chiacchierone Sarete ancor più felici con la televisione

Detto questo prese dal suo camioncino una grossa scatola di cartone, che sembrava essere anche molto pesante, la posò al centro della piazza e ringraziando si congedò soddisfatto. Era orgoglioso di poter ricambiare una tanto squisita ospitalità. Riprese il suo viaggio e si ripromise di tornare quanto prima a trovarli, per poter passare con i piccoliatavola una serata piacevole e forse ancor più piacevole di quella. La sera dopo una eccitazione particolare circolava per tutto il paese. Durante la cena tutti sapevano che si sarebbe aperto il regalo del loro ospite e quindi non stavano più nella pelle per scoprire l’ultima novità. Ed ecco che mentre venivano portati a tavola i piatti, fu aperta la scatola. Ne venne fuori un cubo tutto nero con un filo che pendeva da sotto. Un cartellino avvertiva che bisognava collegare il filo alla presa della corrente e così fu fatto. La scatola si illuminò e subito cominciarono ad uscirne, suoni, parole, immagini colori. I piccoliatavola rimasero incantati , che prodigio, che emozione! Il cibo nei piatti si raffreddò, Giulietto si dimenticò di andare sul vasino e si fece la pipì sotto, Corrado non guardò la sua fidanzata Sveva tutta la sera preso come era da uno spettacolo televisivo e lei se ne andò infuriata. Il papà di Roberto si dimenticò la lente in tasca, ci si sedette sopra e la ridusse in mille pezzi, la nonna di Silvia per poter vedere dovette usare un cannocchiale. Sofia avvertì che il suo pupazzo Arturo dal buco nel muro si era trasferito nel forno di zia Maria. Ma nessuno la ascoltò. Il povero Arturo finì arrostito con la cena del giorno dopo. I bambini si addormentarono sui tavoli, i grandi si dimenticarono di sparecchiare e la piazza fu invasa dalle formiche.

Per non parlare del giorno dopo. Ugo dopo avere guardato ben tre partite alla TV, era così stanco che alla partita “Piccoliatavola-Amicidelcioccolato” perse per la prima volta dodici a zero, un’umiliazione! Antonino invece fu trovato che dormiva sul trampolino. Renato che avrebbe avuto bisogno di un consiglio per conquistare la donna di cui era innamorato, non si sentì sicuro e perse la sua grande occasione.

E i guai non sarebbero finiti qui, se non fosse per il fatto che il nonno di Gino, che aveva appena compiuto 100 anni, era un bel po’ sordo e non ci vedeva un granché e quindi della scatola non si accorse quasi. Ma si era accorto, e fu l’unico, che Gino non era venuto a cena. Ed infatti Gino aveva l’influenza, la sua mamma aveva provato ad avvertire gli altri, ma presi tutti come erano dalla Grande Novità, non ci fecero caso. Quindi, il giorno dopo, nessuno lo andò a trovare, nessuno tranne il nonno. Gino era molto triste e non capiva perché i suoi amici non venivano a fargli un po’ compagnia. C’era qualcosa che doveva scoprire, che fine avevano fatto tutti quanti? Chiese al nonno, ma lui non si era accorto di niente, allora uscì tutto imbacuccato ed andò in piazza…. Signori che spettacolo! Mentre dalla scatola luminosa un signore tutto impettito parlava dell’incoronazione del re della Mauritania, e poi presentava un documentario sui conigli, mentre scritte con altre notizie scorrevano sopra e sotto lo schermo, il paese dei piccoliatavola sembrava sotto un incantesimo. Gino capì subito cosa era successo e corse a staccare la spina. Rimise il cubo luminoso nella scatola e lo nascose. In poche ore tutto tornò alla normalità. Ci volle qualche giorno per convincere le formiche che dovevano tornare al loro formicaio e lasciare libera la tavola per le cene dei piccoliatavola, ma tutto si risolse in fretta. Dopo qualche settimana il signor Paolo tornò a trovarli e, ospitali come sempre, i piccoli tavola lo invitarono a cena. Ma prima che fosse lui a chiedere notizie della televisione, Gino e Sofia gli riconsegnarono il pacco accompagnato da un biglietto che così diceva:

Ti ringraziamo di questo bel gesto Ma preferiamo la pasta col pesto
E mentre mangiamo fragole e panna Ci piace parlare con papà e mamma
Noi piccoliatavola siamo molto curiosi Ma se non ci ascoltano, diventiamo furiosi
Invece del documentario sui conigli Preferiamo ricevere un po’ di consigli
Dagli amici vogliamo considerazione Per averla rinunciamo alla televisione
Ed anche lei, signor Paolo, che ha tanto viaggiato, ci racconti qualche storia, e verrà ascoltato, scoprirà che una scatola dei divertimenti è nascosta nella testa di tutti i presenti.

Paolo sorrise commosso, e nell’attenzione generale, cominciò, orgoglioso, a raccontare della sua Berlino.